Maccheroni a Fezze…

I maccheroni a fezze, piatto simbolo della Sabina

Acqua, farina e sale: ingredienti semplici e genuini, tipici della cultura contadina della bassa Sabina. Prodotti che, sapientemente lavorati dalle mani esperte delle massaie, danno vita a un piatto dal sapore unico, i “maccheroni a fezze”. Da queste parti la ricetta originale si tramanda di madre in figlia da tantissimi anni: l’impasto viene a lungo lavorato e quindi trasformato in un unico, lungo filo di pasta; poi viene raccolto nella fatidica matassa (dal nome dialettale di fezza) e successivamente cotto e condito con sugo di carni miste o con un pesto a base di olio extravergine, aglio (crudo e intero) e maggiorana.

INGREDIENTI

Farina, acqua e sale.

PREPARAZIONE

Disporre la farina sulla spianatoia ed impastarla con l’acqua tiepida ed un pizzico di sale. Lavorare fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Con il pugno della mano un po’ chiuso, premere al centro della palla di pasta in modo da ottenere quasi un grosso ciambellone, bucato al centro. Lavorare la pasta con entrambe le mani leggermente unte di olio d’oliva, fino a ridurla ad un unico, ininterrotto, lunghissimo maccherone che formi quasi una matassa dai cento fili. Preparati i maccheroni, vanno cotti in acqua bollente salata e poi conditi.

Ciambelle al Vino Bianco

Le ciambelle al vino bianco, sono un semplice dolce secco della tradizione contadina, tipico del centro Italia.

Nell’antica tradizione queste deliziose ciambelline venivano preparate con quello che si aveva al momento, principalmente usando: farina, olio, zucchero e vino (sia bianco che rosso), oppure liquoroso o cotto. Si poteva aggiungere all’impasto frutta secca, o semini di anice.

Ingredienti

  • Vino Bianco Secco 200 ml
  • Farina 00 (fino a che “ne vuole” l’impasto) q.b.
  • Zucchero 1 bicchiere di plastica
  • Sale Fino 1 pizzico
  • Olio Extravergine D’oliva 1 bicchiere di plastica
  • Lievito In Polvere Per Dolci 1 cucchiaio raso
  • Zucchero (per decorare) q.b.

Preparazione

  • Versa in una ciotola con i bordi alti il vino, lo zucchero, il sale, l’olio e il lievito, mescola e inizia a unire la farina poco alla volta. Impasta con le mani e aggiungi farina fino a quando non avrai ottenuto un impasto morbido, leggermente umido ma non troppo appiccicoso. Forma la classica palla e fai riposare dieci minuti. 
  • Nel frattempo scalda il forno a 170° C, fodera le leccarde con della carta forno, e inizia a formare le ciambelle. Versa in una scodella un pochino di zucchero (quello che avanza rimettilo poi nel sacchetto), ti servirà per intingere le ciambelle.
  • Taglia un pezzo di impasto e forma dei filoncini lunghi circa dieci centimetri (decidi tu altrimenti la circonferenza delle ciambelle, che non siano eccessivamente grandi però), quindi chiudili a cerchio tipo tarallucci. Intingi solo un lato nello zucchero, e adagiale sulla leccarda foderata, con la parte inzuccherata rivolta verso l’alto. Distanziale di due o tre centimetri le une dalle altre. 
  • Una volta terminate tutte le ciambelle e sistemate sul soletto, inforna per dieci minuti circa, non farle cuocere troppo o verranno secche. Appena diventato dorate, sforna e lascia freddare completamente. Le ciambelle si mantengono dieci giorni circa, tenute in un luogo fresco e asciutto, magari dentro una semplice biscottiera. 
    Da sgranocchiare in ogni momento della giornata, oppure per un dopo cena goloso, inzuppate nel vino bianco.

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